martedì 22 gennaio 2013

Missa Brevis a Lungro - di Nando Elmo

Ma insomma che fate? una messa Bizantina adattata alle esigenze della TV e del pubblico latino? e per adattarla che fate? d'un colpo tagliate l' "o monoghenis" che è il primo "credo" che apre la liturgia, il riassunto dei vangeli, il primo approccio teologico alla liturgia che dichiara le due nature di Cristo, la sua incarnazione la sua apparteneza alla Trinità. Capisco che poi si reciterà il Pistevo. Ma questo credo introduttivo vi pare di poco conto?
Questa "messa in riassunto" sembra non solo a me ma anche a Zef Skirò di Maxho puro folclore. E non posso non dare ragione al mio amico. Che è questo abbassamento del livello mentale?  Infatti pare che le esigenze del rito e dell'anima passino in secondo piano rispetto al folclore e alle esigenze commerciali della TV. D'altra parte mi domando che bisogno avete di vestirvi con i paramenti tradizionali se poi mandate a quel paese il "rite patrum". Gli antichi eramo molto attenti alla precisione del rito, alla precisione delle parole e alla giusta "quantità" e "qualità" delle parole e dei gesti. Da dove allora questa Missa Brevis, se volete vivere e pregare "more Patrum"?
Non sono un laudator temporis acti . Anzi credo come S. Paolo che le cose che sono dietro vadano lasciate per guardare avanti (ta men opiso epilanthanomenos - Eph. 3,13). D'altra parte la liturgia è uno strumento creato dagli uomini e come tale è soggetta all'usura del tempo. Lo Spirito soffia sempre altrove anche perché teologicamente il passato è il peccato, il futuro la redenzione. E tuttavia mi domando perché mutilare l'antica liturgia?
Se proprio è necessaria una Missa Brevis, per sopperire alle necessità umane troppo umane (quelle che nell'inno cherubico dite che bisogna lasciare fuori dalla chiesa  -pasan tin viotikin apothometha merimnan) allora che si riusnisca la commissione di teologi e liturgisti della diocesi (ce ne saranno, no?) e ne scriva una nuova secondo quelle esigenze (la pluralità linguistica, p. e., ), facendo in modo che si esca dalla chiesa il più presto possibile, di modo che uno vada ad accudire la fidanzata, l'altra il marito, altro vada a lavarsi la macchina, l'altro abbia il tempo di comprarsi le sigarette, l'altro vada a bersi l'aperitivo ecc ... e che la si scriva con le parole della televisione, del comico di arcore, di sanremo con un corteo di chitarrosi, di monti di pippo baudo. io che sono un antilluminista sento messa solo in greco e non m'importa se dura due ore: son lì solo per questo e metto tra parentesi, almeno la domenica, il Giorno del Signore, le preoccupazioni mandane. Come quando  si va all'opera che dura anche tre quattro e cinque ore (Wagner) e non mi preoocupo del tempo che passa. Sono lì per l'opera. E se il tempo dell'opera non mi preoccupa perché dovrebbe preoccuparmi il tempo della messa. Se mi preoccupa, ho solo da non andarci. E non mi preoccupo di non capire il greco (ma lo capisco). Il greco mi restituisce l'aura del sacro, di quel sacro scorticato da tutte le sante presenze (alberi, animali, rocce ecc..) dallo'illuminismo.
Certo Dio non ha bisogno di essere pregato in greco. Da qualche parte dice S. Agostino che la preghiera dovrebbe risolversi in un incompresibile tereteretere cantato in "ortodoxia" (giusto modo di rendere Gloria). Non dobbiamo fare come i pagani, che friggono dalla voglia di farsi vedere in Televisione, e di far capire chiaramente quali sono le loro richieste e soprattutto di dimostrare come i fasciti di Rivarolo Cnavese che essi sì che sono Cattolici - cristiani magari no, ma cattolici sì (cattolici di Ruini, p.e.).
Ma se all'antico ci tenete, che sia integro. E sia in greco come usavano i nostri antichi e chi c'è c'è. Insomma levatevi dal folklore, dal "vedete quanto siam belli" e come ci teniamo alla tradizione.
Anche quelle ragazzine vestite in costume e i ragazzini improbalili euzones, quanta tenerezza, stringevano il cuore per un' impossibile reviviscenza della tradizione che nessuno sa più interpretare.
Sono, sia chiaro per le piccole patrie, ma piccole, nei loro confini. E allora perché adulterarle?Sappiamo le rinunce che ciò comporta (poca visibilita, come si dice, eccetera)? se sì non sbrachiamoci, per far piacere a questo e a quest'altro.
Anche perché il comandamento è : "si dhe otan prosevchi, isilthe is to tamion su, kje klisas tin thiran, prosevkse toj Patrì su toj en toj kryptò - Kur do të parkalesish ec ket kamarja jote e shtiri qiçin derës e parcales Atin tënd  fsheftaz - cum oraveris intra in cubiculum tuum et clauso ostio, ora Patrem tuum. Gesù sembra ricalcare l'antico detto: Lathe Biosas - Jetò i fshefur - vivi nascosto. Altro che televisione e Messa alla Televisione: che bisogno avete di fare spettacolo?
D'altra parte ancora, nel  abbreviare la messa per qualunque necessità (Biotikin apothometha merimnan) c'è come un vizio logico argomentativo della "non causa pro causa".
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Giovanni Zoti Kapparelli:
 Scusate se mi intrometto: ma cosa significa per voi "fare ecumenismo"? Se gli italo-albanesi oramai ancorati al vascello del Vaticano da secoli, quindi CATTOLICI LATINI a tutti gli effetti, solamente perchè hanno un rito diverso dovrebbero essere da cartina da tornasole per che cosa??? Quando le realtà ortodosse non esistevano, allora Roma per far vedere che nel suo seno aveva anche 'RITI' diversi e surrogati di ortodossia, mostrava i bravi preti greco-cattolici agli altri perchè sembrassero ciò che non erano, non sono e non lo saranno mai. Questa non è polemica, ma semplicemente una verità nascosta ai più ed al popolo che della Fede degli Avi non ricorda nulla e che nessuno mai spiegherà. Se la Rai fosse stata intelligente, invece di mandare in onda un rito, una cerimonia a dir poco folkloristica, avrebbe fatto bene a cercare una Parrocchia vera Ortodossa dove la celebrazione della Divina Liturgia è insita nel patrimonio genetico di quella confessione. Ma considerato che anche la Rai è succube dello stato oltre Tevere cosa ci saremmo dovuto aspettare??????? FOLKLORE e nulla più. Questa sera vicino la mia Parrocchia a Castrovillari un signore mi chiedeva perchè non ci fossi anchio in quella trasmissione. Ho dovuto spiegare che la diocesi di Lungro con tutti i suoi preti ha la Liturgia, come quella Ortodossa ma loro non sono ortodossi. I preti sono vestiti come gli ortodossi ma non sono ortodossi, le chiese sono decorate come quelle ortodosse ma non sono ortodosse.
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Nando Elmo:
Caro cugino Giovanni Zoti Kapparelli qui il discorso non richiede solo lo spazio di un post di Fb. spero di poterlo fare con comodo più in là. Intanto ricordo che quando don Matrangolo si diceva bizantino io gli rimandavo che era un tomista cattolico romano e per di più pacelliano. Una volta gli portai il mio grosso volume degli scritti di Palamas con la sua polemica con barlaam e lui mi disse di aver fatto delle lezioni all'università di Bari sul santo teologo e io gli rimandai: e allora? i miei discorsi lo sconcertavano e si cambiava discorso. trovo giusta la considerazione di Da Pra. Io che sono un cristianus sine glossa posso dirle queste cose con distacco e considerare che l'unità dei cristiani, che sono già uniti in Cristo, è solo una questione politica, è una questione di "Verità" posseduta e usata come martello da dare in testa a questo e a quest'altro, senza "Carità". se, come dice il nostro Vattimo, tra i cristiani vigesse al posto della Vertà la Carità, Charitas l'Agape, l'ecumenismo sarebbe una parola priva di seno. Come per me. L'ecumenismo è una questione di figli di Zebedeo: chi sarà il primo nel tuo regno? Considera poi che la gerarchia cattolica è costituita tutta invece che da santi (osioi) da professori universitari dogmatici e dunque da primi della classe.

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