mercoledì 12 febbraio 2014

 

 Chiesa Ortodossa 
 Patriarcato di Mosca
Parrocchia
San Giovanni di Kronstadt

Palazzo Gallo - P.zza Vittorio Em. II 
Castrovillari (cs)
 
Русская Православная Церковь 
Московского Патриархата 
 
Biserica Ortodoxă Rusă
 Patriarhia Moscovei  


 
   
Ufficiature:
 
Venerdì 14 febbraio 2014:
      Ore 17.00  Ingresso nel tempio del piccolo Stefan
    Ore 17.30  Vespro della presentazione al tempio di  N.S.G.C.
 
Sabato 15 febbraio 2014:
     Ore 17.00  Battesimo 
    Ore 18.30 Vespro della domenica -Tono I - del Figliol prodigo
 
Domenica 16 febbraio 2014:
     Ore 9.30  Divina Liturgia
 

martedì 11 febbraio 2014

Dal sito : http://www.ortodossiatorino.net (Segnaliamo un articolo sulla Chiesa ortodossa della Grecia, apparso il 18 ottobre 2013 sul magazine "Mondogreco.net", e riportato sul Blog per appunti, che tratta di diverse materie relative alla Grecia. L'articolo è scritto con competenza giornalistica (anche se un po' troppo legato a temi di scandali contemporanei per presentare un quadro obiettivo) e può aiutare il lettore italiano a capire la complessità degli equilibri che coinvolgono la Chiesa greca in ogni evento della gestione dello Stato.)


La Chiesa ortodossa greca tra ortodossia e liberalismo


La Chiesa ortodossa greca tra ortodossia e liberalismo

Il rapporto in Grecia tra la Chiesa, lo Stato ed il cittadino, segue, almeno da un secolo, due direttrici ben distinte: la presenza della stessa come testimone e promulgatrice di un credo religioso che  coinvolge la stragrande maggioranza della popolazione e il peso politico che gli viene concesso essendo lo stesso sancito dalla Costituzione che, nella Parte Prima, Sezione II intestata “Rapporti tra Chiesa e Stato”, all’articolo 3, suddiviso in 3 comma, stabilisce quanto segue:

Art. 3. – 1) La religione predominante in Grecia è quella della Chiesa orientale ortodossa cristiana. La Chiesa greco-ortodossa, riconoscendo come capo Nostro Signore Gesù Cristo, e indissolubilmente unita, quanto al dogma, alla Grande Chiesa di Costantinopoli ed a tutte le altre Chiese cristiane ortodosse, osservando immutabilmente, come le altre Chiese, i santi canoni apostolici e sinodali, come pure le sante tradizioni. Essa è autocefala e amministrata dal Santo Sinodo, composto da tutti i vescovi in funzione, e dal Santo Sinodo permanente che da esso deriva, costituito come è prescritto dalla Carta statutaria della Chiesa, in conformità alle disposizioni del Tomo Patriarcale del 29 giugno 1850 e dell’Atto Sinodale del 4 settembre 1928.

2) Il regime ecclesiastico stabilito in determinate Regioni dello Stato non deve essere considerato contrario alle disposizioni del paragrafo precedente.

3) Il testo delle Sante Scritture sarà mantenuto inalterato. La sua traduzione ufficiale in un’altra lingua, senza il consenso preliminare della Chiesa autocefala greca e della Grande Chiesa di Cristo di Costantinopoli, è vietata.

Ben più complesso è ovviamente lo specifico rapporto con il cittadino la cui fedeltà ed osservanza delle disposizioni viene evidentemente filtrata dal sentire personale che  seppur si manifesti in questi ultimi anni in un netto calo della presenza alle funzioni, non di meno per il forte legame anche tradizionale, ci mostra persone di tutte le età che si segnano ogni qualvolta passano davanti un edificio religioso o che si rivolgono al parroco (pappás) della propria diocesi per ottenere aiuti e/o favori.

Ebbene, quantunque la Chiesa Ortodossa di Grecia abbia ottenuto l’attuale status di Chiesa di Stato solo nel 1864, deve i propri legami – come chiesa predominante -  con questa terra e le popolazioni che l’anno abitata sin dal lontano 1054, anno in cui avvenne il Grande Scisma, dai cattolici chiamato “Scisma d’Oriente” e dagli ortodossi “Scisma dei latini”. La data stessa dell’avvenimento non è  universalmente accettata quantunque si riferisca alla reciproca scomunica tra Papa Leone IX e il Patriarca di Costantinopoli Cerulario. Molti infatti fanno risalire la data dello scisma al 1204, anno in cui i Crociati cattolici misero a sacco Costantinopoli, altri ancora al ben più vicino 1439, anno in cui in occasione del Concilio di Firenze sarebbe dovuta avvenire una riunificazione che fu invece rifiutata dai patriarchi giunti da Costantinopoli che abbandonarono il consesso.

Da allora, in Grecia,  il prestigio della Chiesa ortodossa e, conseguentemente la sua influenza, in virtù del successivo dominio ottomano su quelle terre crebbe a dismisura. A seguito della caduta di Costantinopoli la Chiesa ortodossa, attraverso i suoi Patriarchi Gennadius e Dionysius I successivamente, riuscì ad ottenere che i beni ecclesiastici non venissero (almeno in buona parte) confiscati, facendo sì che iniziasse quel cammino di testimonianza e di speranza che la rese unico baluardo e riferimento per i cristiani (il Patriarca di Costantinopoli riuscì infatti a stabilire con il Sultano una sorta di accordo che, in cambio di una non ingerenza attiva e palese nella politica ottomana, concedeva il mantenimento di una minima autonomia). 

Il ruolo svolto in quei secoli in terra greca dalla Chiesa si perde tra mille aneddoti e storie non confermate, primo fra tutti il mai dimostrato programma delle “scuole segrete” (κρνφό σχολειό) all’interno delle quali i sacerdoti di diocesi spesso sperdute e dei monasteri, in gran segreto cercavano di tramandare, a piccoli e grandi, i precetti della religione e della tradizione del loro paese. Tuttavia è invece certo che, di fronte alla minaccia della costante presenza ottomana, numerosissimi furono coloro che per timor di razzie o di sequestri affidarono i loro beni alla chiesa senza poi aver modo di recuperarli o ne lasciassero in mancanza di eredi le proprietà mobili ed immobili. Nel contempo la Chiesa attraverso i propri ministri indubbiamente portò sollievo alla popolazione e, soprattutto, tenne accesa quella scintilla di speranza che poi divenne simbolo universale, all’avvento della guerra d’indipendenza, con il famosissimo episodio della benedizione della bandiera greca degli insorti da parte dell’Arcivescovo  di Patrasso, Germanos, proprio testimoniando come fosse l’unica autorità riconosciuta dai vari clan che stavano cercando affannosamente di organizzarsi. Fu in quel periodo che si accumulò gran parte della presunta ricchezza dell’attuale Chiesa ortodossa di Grecia, tesoro che andò poi ulteriormente ad incrementarsi con  l’inglobamento dei beni dei rappresentanti religiosi musulmani una volta che gli ottomani furono cacciati definitivamente.

Una parte di questi beni, senza dubbio in prevalenza quelli immobiliari e demaniali furono poi dallo stato greco  reclamati ed ottenuti anche se ad oggi, un sommario inventario (2010) dei beni immobili accredita quale proprità della Chiesa un totale di circa 130.000 ettari di terreno di varia natura oltre ad una quantità imprecisata di immobili civili, oltre a tutti i luoghi di culto. Di fatto anche la questione delle attribuzioni delle proprietà in Grecia e non solo relativamente ai beni della Chiesa è cosa spinosa non esistendo un catasto.

Nel contempo, oltre a quelli che possono essere depositi bancari, volendo, non difficilmente rintracciabili, vi è poi quanto può essere custodito come beni di valore, tipologia questa tutt’alto che di facile individuazione se non si hanno registri da consultare. Ma tanto interesse non ha fini populisticamente indagatori, bensì scaturisce da una dichiarazione fatta dall'Arcivescovo di Atene, Ieronymus, martedi 15 ottobre scorso nel contesto del Sacro Sinodo:

"Oggi la situazione è disastrosa", ha detto rivolgendosi  ai vescovi, “i debiti della Chiesa e la situazione economica generale ci hanno messo in ginocchio." Un programma distribuito in  tre anni potrebbe "darci  un quadro dei nostri debiti e le nostre riserve, nonché delineare l'impatto di un nuovo quadro legislativo in materia di sfruttamento delle nostre risorse ".

Una tale affermazione, rilasciata dal secondo proprietario di terreni ed immobili del paese dopo lo Stato, presumibilmente possessore di un non indifferente patrimonio in beni di valore, anche se dallo stesso Patriarca è stato ribadito a chiare note che non esiste (nonostante le notizie che potremmo quasi assumere come evidenze storiche), rischia di mettere in discussione pesantemente l’equilibrio che pur era stato dalla recente crisi messo a dura prova, tra stato, chiesa e cittadini.

In realtà è gia dal 2008, con la condanna del Metropolita di Attica Pandelemon, implicato in questioni di droga, sesso con minori e furto di beni della Chiesa essendosi impossessato di una cifra di circa 3 milioni di euro dallo stesso giustificati come “riserve per la vecchiaia”, che aveva iniziato a vacillare il monolitico potere di questa Chiesa.  

Ricordando poi che la Chiesa Ortodossa di Grecia ribadisce l’infallibilità dei suoi rappresentanti, così come per i cattolici lo è il solo Papa, tale avvenimento si rivelò fortemente destabilizzante per il monolitico e mai intaccato potere della Chiesa stessa.

Fu solo l’inizio purtroppo. Nel 2008 venne alla luce l’intreccio che legava il Monastero di Vatopedi, per il tramite del suo archimandrita,  Efraim, ed alcuni esponenti del governo di Kostas Karamanlis. Fu accertato che era avvenuta una frode riguardante lo scambio tra terreni di proprietà del monastero e terreni in zone di Atene ed altri luoghi che poi, successivamente rivenduti, portarono un ingente profitto. Il responsabile del Monastero venne ritenuto colpevole ed incarcerato. Karamanlis  fu travolto dallo scandalo e dimissionò unitamente a due membri del suo gabinetto. Recentemente è anche emerso che la Marfin Laiki Bank di Cipro, recentemente chiusa per fallimento a seguito della crisi cipriota, ha ottenuto perdite relativamente a questo “affaire” per oltre 4 miliardi di euro di crediti rimasti in sofferenza (Ekathimerini, 18.06.2013) e senza dubbio determinanti nell’affossamento dell’istituto (notizia che tra l’altro potrebbe indicare una dimensione ben superiore a quanto fino ad oggi appurato). 

A questi episodi che hanno violentemente scosso una opinione pubblica che mai aveva messo in discussione la supremazia morale della propria Chiesa, si aggiungono le pesante e reiterate ingerenze, ancorché consentite dalla Costituzione, che costantemente in questi anni vari prelati più o meno eminenti hanno manifestato pubblicamente. 

Senza dubbio prima fra tutte è stata la posizione del Vescovo di Thessaloiki, Anthimos, nazionalista convinto che seppur favorevole a restare nella zona euro si è da sempre pubblicamente mostrato molto aggressivo contro la troika, contro gli immigrati divenuti a suo avviso ingestibili, contro i creditori e contro quegli intellettuali che reputano che la Chiesa possa fare molto di più. Resta comunque curioso che si sia rivolto poi direttamente per iscritto al governo, al momento in cui si è trovato lo stipendio decurtato da 2.000 euro a 1.930. Ovviamente certe affermazioni che partono anche da questi pulpiti e non solo da quelli eretti di volta in volta sulle piazze segnano pesantemente il clima politico, tanto più che ancora nell’immaginario collettivo la Chiesa è sostanzialmente buon punto di riferimento. Fino a che punto dunque i politici affrontano a cuor sereno il potere di questa Chiesa? Fino a che punto la loro politica resta equa quando si parla di toccare  il patrimonio ecclesiastico? Fino a che punto? Le marce indietro fatte sia da Papandreou nel 2010 che da Samaras inducono a pensare che, quantunque possa essere finita o comunque ridimensionata l‘epoca degli inciuci stile Karamanlis, certamente è chiaro chi recita nel ruolo del suddito. 

Laddove non fosse di palese conoscenza è lo stato greco che paga lo stipendio ai circa 11.000 “impiegati” della Chiesa Ortodossa, con un costo di oltre 200 milioni all’anno (anche se adesso per ogni 10 che vanno in pensione solo uno viene “riassunto”). Così come, in occasione della tassazione degli immobili che ha messo in seria difficoltà migliaia di famiglie anche perché la tassa stessa viene riscossa per il tramite del DEI, l’Ente dell’energia elettrica che lo aggiunge alla bolletta, incorrendo sovente nella sospensione dell’elettricità (nella sola Atene sono oltre 6.000 ogni mese le utenze che vengono staccate), la Chiesa, venendo considerata al pari degli enti no-profit ha subito solo una tassazione pari ad una imposta del 20% sui redditi commerciali (sarebbe curioso vedere un intervento della SDOE – la Finanza greca -  negli affollatissimi negozi di reliquie, icone  ed altri souvenir che popolano le centinaia di luoghi di culto. Da turisti se non da pellegrini, quante volte avete ricevuto in questi negozi uno scontrino?) e l’aliquota dal 5 al 10% sulle donazioni, ovviamente quelle dichiarate. Restano esclusi gli immobili destinati al culto ed i proventi, inquantificabili quanto enormi, derivanti dalle offerte più che generose che la popolazione, solita celebrare battesimi, matrimoni e funerali in grande stile, riconosce brevi manu. Già tuttavia, nel luglio di questo 2013 vi fu un annuncio dato dal Premier Samaras con il quale si prevedeva la nascita di un ente (l’ennesimo di una lista infinita), l’AEAP che dovrebbe gestire e valorizzare i beni della Chiesa in collaborazione con lo Stato Greco, provvedendo poi ad una spartizione in parti uguali dei guadagni. Progetto che comunque sembra destinato a restare sulla carta vista anche l’ultima presa di posizione del Patriarca che ha tutta l’aria di una svolta autonoma e di una presa di distanze.

Non è tutto. Vi sono anche i meriti senza ombra di dubbio. L’impegno della Chiesa ortodossa, per voce dei suoi vescovi si concretizza oggi nella fornitura di circa 10.000 pasti gratuiti al giorno, oltre al fornire laddove possibile alloggio e conforti di altro genere ai bisognosi. Non è molto anche se lo sforzo in effetti è non indifferente, ma si sa, la lista dei meriti, specie quelli di una Chiesa, quasi dovuti in frangenti simili, è sempre molto corta anche se importante.

Può considerasi questo uno sforzo sufficiente in un paese dove oltre il 30% della popolazione vive sotto la soglia di povertà?  Come dovremmo interpretare le intenzioni dell’Arcivescovo di Atene? Ed inoltre, pur non avendo una tassazione diretta essendo considerata ente no-profit, avendo gli stipendi dei suoi dipendenti pagati dai cittadini, essendo esentata per gran parte dal pagamento della tassa sugli immobili, non esistendo un reale censimento dei beni sia immobili e demaniali che mobili, non essendo stata stilata ancora una vera e propria “lista Lagarde” su conti correnti esteri che si ipotizza con buona probabilità riferibili a prelati greco-ortodossi, è da ritenersi dignitosamente sufficiente l’impegno fino ad oggi svolto? E’ effettivamente corrispondente o vicino al massimo delle possibilità come ci si attenderebbe?

Ciascuno risponda serenamente secondo il proprio sentire. Oggi, che il potere decisionale sembra tutto passato nelle mani della troika, divenuta capro espiatorio della vigliaccheria governativa, ecco che la Chiesa, forse, cerca un nuovo modo per proteggere i propri averi oltre che il proprio potere seguendo strade di un ortodosso (anch’esso) liberalismo, inaugurando la via di una nuova divisione tra pubblico e privato, addirittura mostrando palesemente l’intenzione di rivedere proprio quell’art.3 di una Costituzione che, unica in Europa, già gli concedeva un potere unico nel mondo occidentale.



La Chiesa ortodossa greca tra ortodossia e liberalismo



L'articolo è stato pubblicato in data 18 ottobre 2013 qul magazine "Mondogreco.net"
http://www.mondogreco.net/notizie/cultura/160-la-chiesa-ortodossa-greca-tra-ortodossia-e-liberalismo.html#.UmFG4xzyB5c

sabato 8 febbraio 2014

Ed ancora battono sul perchè Mosca e non Costantinopoli......

Qui sembra che siamo duri a comprendere, oppure non abbiamo e non vogliamo capire o facciamo finta di non capire ??? Lo ripeto per l'ultima volta, perchè poi dire sempre le solite cose è come un disco in vinile rotto. Ebbene dobbiamo ricordare che: 1) Costantinopoli essendo a quei tempi sotto la dominazione turca, non aveva nessun potere e nessuna forza di dare una mano alle popolazioni e ai preti arbresh; 2) A quei tempi le chiese come sono considerate ora non esistevano e cioè non esisteva la Chiesa Grecae quella Albanese; 3) fino al Concilio della Chiesa Cattolica Romana di Trento  noi arbresh eravamo assoggettati all'Arcidiocesi di Okrida che aveva giurisdizione da Ancona fino ad Agrigento, quindi rappresentava tutti i paesi italo-albanesi ed i suoi Vescovi ordinavano i nostri preti. Dopo Trento Roma non permise più che i nostri preti fossero ordinati da questi vescovi e chiunque venisse ordinato fuori dalle giurisdizioni latine era considerato eretico. 4) Tra Roma e Costantinopoli c'è un protocollo non scritto (lo sto ripetendo a iosa, ma sia gli albanesi di Albania che i nostri Arbresh d'Italia non lo vogliono capire o fanno finta di non capire) in cui c'è scritto che non ci devono essere ingerenze nei paesi Arbresh da parte del Patriarcato di Costantinopoli e il Patriarcato ci tiene a mantenere fede a questo protocollo. Infatti quando anni addietro mezzo paese arbresh di Santa Sofia d'Epiro voleva passare con Costantinopoli, questa inviò un suo Ieromonaco e nell'assembrea tenuta presso l'Hotel Ferramonti di Tarsia, consigliò a questi cittadini di Santa Sofia di rimanere con la diocedi di Lundro. 5) Se la situazione concordataria (non scritta) è questa, come fa la Chiesa di Grecia, come potrebbe fare la Chiesa Ortodossa d'Albania ad andare contro le regole stabilite da Costantinopoli???? Sicuramente la giusta collocazione di noi Arbresh come giurisdizione ecclesiastica dovrebbe essere l'appartenenza al Patriarcato di Costantinopoli. Mah !!!!!! Ricordo ancora una volta che se io prete ortodosso, fossi stato sotto la giurisdizione del fanar, mai e poi mai avrei potuto aprire una Parrocchia Ortodossa al mio paese di nascita Acquaformosa, perchè mai???? Perchè il secondo giorno la diocesi di Lungro avrebbe fatto fuoco e fiamme perchè questa fosse chiusa. Ma essendo io prete ortodosso appartenente a Mosca, anche la mia azione a fatto venire qualche mal di pancia, nessuno ha potuto fiatare. E' tempo, quindi, che la smettiate di rompere l'anima a chiedere sempre le solite cose: "perchè con Mosca e non con Costantinopoli" ???? I paesi arbresh, le popolazioni arbresh, nel corso dei secoli hanno subito un tal lavaggio di cervello, sono state imbonete da lezioni prettamente latine, abbandonate da chi come ortodosso potesse dare una mano a ritornare alla primitiva Fede dei Padri traghettatori, che oggi è una impresa impossibile perchè comprendano la Verità sulla loro situazione religiosa. A meno che un miracolo viene perpetrato dal Signore ed allora viene fatta sparire la ruggine accumulata in secoli di abbandono ortodosso; solo l'intervento dell'Onnipotente potrà un giorno far si che gli arbresh ritornino con l'Albania, con la Grecia e con Costantinopoli. Un altro miracolo sarebbe quello che un futuro Patriarca di Costantinopoli volesse riprendersi ciò che è suo. MaH....campa cavallo che l'erba cresce..........

martedì 4 febbraio 2014

 

 Chiesa Ortodossa 
 Patriarcato di Mosca
Parrocchia
San Giovanni di Kronstadt

Palazzo Gallo - P.zza Vittorio Em. II 
Castrovillari (cs)
 
Русская Православная Церковь 
Московского Патриархата 
 
Biserica Ortodoxă Rusă
 Patriarhia Moscovei  


 
 
DOMENICA 09 FEBBRAIO 2014
(ENTRATA NEL TRIODION)
DOMENICA DEL FARISEO  E DEL PUBBLICANO
Притча о мытаре и фарисее
 TONO VIII
SANTI ANARGIRI CIRO E GIOVANNI

Sabato 08.02.2014  :  Ore  17,30  Vespro (Vecernie)
 
Domanica 09.02.2014  :  Ore  09.30 
DIVINA  LITURGIA

mercoledì 29 gennaio 2014

Ufficiature Pasqua 2014

PARROCCHIA CRISTIANA ORTODOSSA
PATRIARCATO DI MOSCA
SAN GIOVANNI DI KRONSTADT
CASTROVILLARI  (CS)
CALENDARIO LITURGICO ORTODOSSO
PASQUA   2014

Febbraio  

09   D       Domenica del Pubblicano e del Fariseo – Entrata nel Triodion  -  Tono   VIII
               Luca: 18,10-14       II° Tim.: 3,10-15   
  
16   D      Domenica del Figlio prodigo   -   Tono   I
               Luca 15,11-32        I Cor. : 6,12-20
17   L      Inizia la settimana dei defunti       
              (Ogni sera con inizio alle ore 18.00  Panichida in suffragio dei defunti)                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                   
22  S     Sabato dei defunti (ore 16.30  Panichida in suffragio dei defunti) - Vespro
23   D     Domenica di Carnevale     -   Tono   II
              Matteo 25,31-46      I° Cor.: 8,8- 9,2
Marzo
01  S      Commemorazione dei defunti  e  Vespro (vecernie)
02  D     Domenica dei Latticini   -   Tono  III
              Matteo 6,14-21             Romani 13,11-14,4 

Lunedì 03 marzo inizio della Santa Quaresima

Lunedì, Martedì, Mercoledì, Giovedì
preghiera del Drande Apodipnon  (Compieta)
Venerdi
Piccolo Apodipnon (Compieta) e I Stasis dell’Inno Akathistos
08   S     Commemorazione dei defunti  e  Vespro (vecernie)
09   D     Domenica  prima di quaresima - dell’Ortodossia   -   Tono   IV
                Giovanni 1,43-51       Ebrei 11,24-26,32
Processione con le Sacre Icone
Lunedì, Martedì, Mercoledì, Giovedì
preghiera del Drande Apodipnon  (Compieta)
Venerdi
Piccolo Apodipnon (Compieta) e II Stasis dell’Inno Akathistos
15  S      Commemorazione dei defunti  e  Vespro
16  D   Domenica seconda di quaresima – San Gregorio Palamas  -  Tono  V 
Marco 2,1-12       Ebrei 1,10 – 2,3
Lunedì, Martedì, Mercoledì, Giovedì
Preghiera del Drande Apodipnon  (Compieta)
Venerdi
Piccolo Apodipnon (Compieta) e III Stasis dell’Inno Akathistos
22   S    Commemorazione dei defunti  e  Vespro
23   D    Domenica terza di quaresima  -  Adorazione della preziosa e vivificante Croce  
             Tono VI
  Lunedì, Martedì, Mercoledì, Giovedì
Preghiera del Drande Apodipnon  (Compieta)
Venerdi
Piccolo Apodipnon (Compieta) e IV Stasis dell’Inno Akathistos
29  S    Commemorazione dei defunti  e  Vespro
30  D    Domenica quarta di quaresima  -  San Giovanni  Climaco  -  Tono VII
             Marco  9,17-31           Ebrei  6,13-20
Lunedì, Martedì, Giovedì
Preghiera del Drande Apodipnon  (Compieta)
Mercoledì
Piccolo Apodipnon (Compieta) e dopo si recita il Grande Canone
di San Andrea di Creta
Venerdi
Piccolo Apodipnon (Compieta) ed intero Inno Akathistos
Aprile
05  S     Commemorazione dei defunti  e  Vespro
06 D    Domenica quinta di quaresima  -  Santa Maria Egiziaca   - Tono  VIII                                  
             Marco 10,32-45                 Ebrei 9,11-14
12  S   Sabato di Lazzaro – Vespro (Vecernie) delle Palme
13  D    Domenica delle Palme – Ingresso di N.S.G.C. a Gerusalemme  
           Giovanni 12,1-18            Filippesi  12,28   - 13,8
La sera, ore 18.00, ufficatura  del Nimfios  (Mattutino)
INIZIO DELLA GRANDE E SANTA SETTIMANA
(Tutte le ufficiature della Settimana Santa inizieranno alle ore 18.00)
  14   L       La sera Ufficatura del Nimfios    (Mattutino)
  15  M     La sera Ufficatura del Nimfios    (Mattutino)
  16  M     La sera Ufficatura del Nimfios    (Mattutino)
  17  G      Mattutino e 12 evangeli
18  V    Ufficio delle Grandi Ore e Epitafios Trinos 
           (Sante sofferenze del Signore) - Processione
19  S      Mattutino di Pasqua
  20  D                            PASQUA  DI  RISURREZIONE
DIVINA  LITURGIA    ORE  09.30
    ХРИСТОС ВОСКРЕСЕ     ВОИСТИННУ ВОСКРЕСЕ
   HRISTOS A ÎNVIAT    ADEVARAT A ÎNVIAT
       CRISTO Ė RISORTO     VERAMENTE Ė RISORTO
KRISTOS ANESTI        ALITHOS ANESTI
KRISHTI U NGJALLË        VIRTETA U NGJALLË
A TUTTI  I  FEDELI  ORTODOSSI
B U O N A   P A S Q U A
Ваша во Христе  (In Cristo)
Padre  Giovanni  Capparelli

martedì 21 gennaio 2014

Tanto per mettere i puntini sulle I, tanto per non sentire in avvenire scemenze ed altro spiego la Chiesa Ortodossa Arbreshe:
Il popolo degli italo-albanesi, in virtù della loro provenienza e della loro primitiva appartenenza, (Impero Romano d'oriente e Patriarcato di Costantinopoli) dovrebbero o sarebbero dovuti essere sotto il Patriarcato di Costantinopoli. Ma........purtroppo dopo la loro venuta in Italia, causa anche l'occupazione di quelle terre da parte dei turchi islamici, è stato abbandonato da tutti: sia dal Patriarcato, sia dalla Grecia. Non dimentichiamoci che fino al 1800 circa, molti nostri paesani si recavano in Grecia per essere ordinati sacerdoti ed erano considerati dai vescovi locali latini come degli eretici a cui si proibiva di celebrare. Ma loro insieme alla popolazione se ne fregavano di queste proibizioni. Ora considerato che il mondo e quelle realtà sono libere e democratiche si potrebbe avere una riunione , ma visto e considerato che il protocollo non scritto tra Roma e Costantinopoli vige alla grande e cioè che il patriarcato d'oriente non si deve interessare minimamente delle popolazioni arbresh oramai assoggetttate a Roma e che Roma, sembra che "foraggi" Costantinopoli, per il popolo italo-albanese sarà DIFFICILISSIMO SE NON IMPOSSIBILE" ritornare alla sua primitiva situazione giurisdizionale. Infatti anche la Chiesa Ortodossa di Grecia fa le orecchie da mercante ed insieme a lei la Chiesa Ortodossa d'Albania, due Chiese che hanno con noi Arbresh molti punti d'unione ed in comune e denominatori comuni. Ecco perchè, considerato che il Patriarcato di Mosca, non ha legami economici con Roma e quindi non dipende dal papa e dal vaticano, desidera ardentemente tenere sotto la sua protezione coloro che aderiscono o aderiranno alla Chiesa Ortodossa Italo-albanese. Io prete arbresh e appartenente al Patriarcato di Mosca unisco queste due realtà e le rendo uniche nel suo genere: Arbresh, Ortodossia, Patriarcato di Mosca. Solo così l'ortodossia dei nostri Avi potrà rivivere la sua FEDE senza che nessuno possa incunearsi per distruggere ciò che i suoi Padri o i suoi Avi hanno portato nel loro migrare. Ortodossia Arbreshe - Patriarcato di Mosca: BINOMIO INSCINDIBILE !!!!!!!!
Tanto per mettere i puntini sulle I, tanto per non sentire in avvenire scemenze ed altro spiego la Chiesa Ortodossa Arbreshe:
Il popolo degli italo-albanesi, in virtù della loro provenienza e della loro primitiva appartenenza, (Impero Romano d'oriente e Patriarcato di Costantinopoli) dovrebbero o sarebbero dovuti essere sotto il Patriarcato di Costantinopoli. Ma........purtroppo dopo la loro venuta in Italia, causa anche l'occupazione di quelle mterre da parte dei turchi islamici, è stato abbandonato da tutti: sia dal Patriarcato, sia dalla Grecia. Non dimentichiamoci che fino al 1800 circa, molti nostri paesani si recavano in Grecia per essere ordinati sacerdoti ed erano considerati dai vescovi locali latini come degli eretici a cui si proibiva di celebrare. Ma loro insieme alla popolazione se ne fregavano di queste proibizioni. Ora considerato che il mondo e quelle realtà sono libere e democratiche si potrebbe avere una riunione , ma visto e considerato che il protocollo non scritto tra Roma e Costantinopoli vige alla grande e cioè che il patriarcato d'oriente non si deve interessare minimamente delle popolazioni arbresh oramai assoggetttate a Roma e che Roma, sembra che "foraggi" Costantinopoli, per il popolo italo-albanese sarà DIFFICILISSIMO SE NON IMPOSSIBILE" ritornare alla sua primitiva situazione giurisdizionale. Infatti anche la Chiesa Ortodossa di Grecia fa le orecchie da mercante ed insieme a lei la Chiesa Ortodossa d'Albania, due Chiese che hanno con noi Arbresh molti punti d'unione ed in comune e denominatori comuni. Ecco perchè, considerato che il Patriarcato di Mosca, non ha legami economici con Roma e quindi non dipende dal papa e dal vaticano, desidera ardentemente tenere sotto la sua protezione coloro che aderiscono o aderiranno alla Chiesa Ortodossa Italo-albanese. Io prete arbresh e appartenente al Patriarcato di Mosca unisco queste due realtà e le rendo uniche nel suo genere: Arbresh, Ortodossia, Patriarcato di Mosca. Solo così l'ortodossia dei nostri Avi potrà rivivere la sua FEDE senza che nessuno possa incunearsi per distruggere ciò che i suoi Padri o i suoi Avi hanno portato nel loro migrare. Ortodossia Arbreshe - Patriarcato di Mosca: BINOMIO INSCINDIBILE !!!!!!!!