giovedì 22 novembre 2012

  Chiesa Ortodossa 
 Patriarcato di Mosca
Parrocchia
San Giovanni di Kronstadt
Palazzo Gallo - P.zza Vittorio Em. II 
(di fronte la pizzeria da Armando -
seguendo Corso Garibaldi a destra)
Castrovillari (cs)


 
25 Novembre 2012

San Giovanni l'elemosiniere

Tono VIII


 
Orario Ufficiature 

Sabato 24 - Ore 17,30: Vespro (Vecernie)

Domenica 25 - Ore 10.00 : Divina Liturgia 




  Carissimi Fedeli Ortodossi di 
Castrovillari e del circondario, 
carissimi Arbëreshë  dei paesi viciniori,
(San Basile - Frascineto - Ejanina - Civita)
 come sempre vi aspetto numerosissimi,
 per celebrare con Voi le Ufficiature 
della Vostra Chiesa e della Vostra
 Santa Tradizione Ortodossa.
Per qualsiasi informazione chiamate
 il Parroco al: 3280140556

giovedì 15 novembre 2012

La Verità....scritta da persone

 serie e non dai giullari papisti.

Stefano Parenti nella sua "L'Eparchia di Lungro nel 1921" a pagina 41 scrive........Una lettura del Breve ROMANUS PONTIFEX che non scada in una rilettura diplomatica, mostra che dietro informazione dei vescovi latini, la Curia romana si era resa conto che in ultima analisi i "Greci" d'Italia non erano affatto "CATTOLICI DI RITO GRECO" ma si trovavano in comunione sacramentale e canonica con la gerarchia ortodossa di Ochrid e quindi di Costantinopoli dove - e questo a Roma era ben noto - l'unione fiorentina era stata sconfessata da tempo. (Quindi che che ne dicano gli unionisti o uniati incalliti, le popolazioni Italo-albanesi erano O r t o d o s s e.)
  Chiesa Ortodossa 
 Patriarcato di Mosca
Parrocchia
San Giovanni di Kronstadt
Palazzo Gallo
 P.zza Vittorio Em. II 
Castrovillari (cs)
Domenica 18 Novembre 2012
Tono VII
Santi Galazione ed Epistame
Tropari del giorno:
Разрушил еси Крестом Твоим смерть, отверзл еси разбойнику рай, мироносицам плач преложил еси, и апостолом проповедати повелел еси, яко воскресл еси, Христе Боже, даруяй мирови велию милость.
Мученицы Твои, Господи, во страданиих своих венцы прияша нетленныя от Тебе, Бога нашего, имуще бо крепость Твою, мучителей низложиша, сокрушиша и демонов немощныя дерзости. Тех молитвами спаси души наша.
Слава Отцу, и Сыну, и Святому Духу.
Православныя веры поборниче, земли Российския печальниче, пастырем правило и образе верным, покаяния и жизни во Христе проповедниче, Божественных Таин благоговейный служителю и дерзновенный о людех молитвенниче, отче праведный Иоанне, целителю и предивный чудотворче, граду Кронштадту похвало и Церкве нашея украшение, моли Всеблагаго Бога умирити мир и спасти души наша.
И ныне и присно и во веки веков. Аминь.
Яко нашего воскресения сокровище, на Тя надеющиеся, Всепетая, от рова и глубины прегрешений возведи; Ты бо повинныя греху спасла еси, рождши Спасение наше; яже прежде рождества Дева, и в рождестве Дева, и по рождестве паки пребываеши Дева.КондакНе ктому держава смертная возможет держати человеки: Христос бо сниде, сокрушая и разоряя силы ея; связуемъ бывает ад, пророцы согласно радуются, предста, глаголюще, Спас сущим в вере: изыдите, вернии, в воскресение.

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San Giovanni di Kronstadt
Palazzo Gallo - P.zza Vittorio Em. II 
(di fronte la pizzeria da Armando -
seguendo Corso Garibaldi a destra)
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18 Novembre 2012


Santi Galazione e Epistame

Tono VII


 
Orario Ufficiature 

Sabato 17 - Ore 17,30: Vespro (Vecernie)

Domenica 18 - Ore 10.00 : Divina Liturgia 




  Carissimi Fedeli Ortodossi di 
Castrovillari e del circondario, 
carissimi Arbëreshë  dei paesi viciniori,
(San Basile - Frascineto - Ejanina - Civita)
 come sempre vi aspetto numerosissimi,
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della Vostra Chiesa e della Vostra
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venerdì 9 novembre 2012

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11 Novembre 2012


Santa Anastasia, martire,
la romana

Tono VI


 
Orario Ufficiature 

Sabato 10 - Ore 17,30: Vespro (Vecernie)

Domenica 11 - Ore 10.00 : Divina Liturgia 




  Carissimi Fedeli Ortodossi di 
Castrovillari e del circondario, 
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(San Basile - Frascineto - Ejanina - Civita)
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sabato 27 ottobre 2012

Dal sito amico: http://www.ortodoxia.it

L'ANTICRISTO

Molte sono le persone che chiedono informazioni su questo argomento e vogliono conoscere di più sull’Anticristo e la sua venuta. Le risposte alle loro domande si trovano nella Bibbia e in particolare nelle lettere di san Giovanni, dell'apostolo Paolo e nell'Apocalisse di Giovanni, come in tutta la pastorale della Chiesa.
S. Giovanni Evangelista nella sua prima lettera parla della venuta dell'Anticristo e della funzione degli anticristi e scrive ai cristiani che si avvicina il tempo. In particolare egli scrive: " Fanciulli, è l'ultima ora. E, come avete udito, l'Anticristo deve venire, e fin da ora sono sorti molti anticristi; da questo conosciamo che è l'ultima ora." (Gv, 2, 18).
Nell'interpretazione di s. Nicodemo del Monte Athos oltre all’Anticristo, che apparirà verso la fine del mondo e vicino alla seconda venuta di Cristo, ci saranno numerosi anticristi che anticiperanno l'opera dell'Anticristo, in ogni tempo. Essi sono i precursori, gli anticipatori di colui che è chiamato Anticristo". Come prima della venuta di Cristo Dio mandò i profeti, così prima della venuta dell'Anticristo vengono mandati i suoi precursori, i falsi profeti.
Così, secondo i Padri, anticristi sono chiamati coloro che sostengono e difendono "la dottrina infame dell'Anticristo". È per questo che l'Apostolo Giovanni nel versetto successivo dice: " Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri perché, se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi; ma ciò è accaduto perché fosse palesato che non tutti sono dei nostri." (Gv . 2, 19). Parla di coloro che avendo conosciuto la verità, la rivelazione del Regno celeste e la via che conduce a Dio, ma essendo servi e schiavi dei piaceri terreni, non riuscivano a capire "i beni celesti, la bellezza, la beatitudine, e la gioia indicibile del tempo nuovo ", secondo san Nicodemo l'Athonita. Così sono tornati alla vita dell’apostasia "e non hanno voluto diventare amanti della cittadinanza di Cristo."
Pertanto, prima della venuta dell'Anticristo, appaiono suoi precursori, come gli eretici che promuovono le varie forme di eresia, ma anche i “cristiani”, cioè coloro che invece di vivere in Cristo con cuore puro nella vera fede, vivono preda delle passioni e del peccato, una vita lontano dalla vera fede in Dio.
Ma il Vangelo di Giovanni non si limita a parlare dell'Anticristo e dei suoi precursori ma parla anche di come affrontare l'Anticristo e i suoi precursori. Quindi, subito dopo il versetto precedente si legge: " Ma voi avete l'unzione dal Santo e conoscete ogni cosa. Non vi ho scritto perché non conoscete la verità, ma perché la conoscete e perché nessuna menzogna proviene dalla verità." (Gv 2, 20). Vale a dire, i cristiani hanno ricevuto il santo Crisma da Dio per saper distinguere le azioni dell'Anticristo e l'Anticristo stesso dalle azioni di Cristo e del popolo di Cristo. Questo non si impara dai libri, ma dalla Grazia che risiede nel cuore e insegna.
Ancora una volta san Nicodemo della Santa Montagna interpreta questo passo e scrive: " Avete ricevuto la Grazia e le energie del santo Spirito nei vostri cuori per mezzo del Santo Sovrano che è Cristo" E continua: "la Grazia e le energie del santo Spirito le ricevono i cristiani attraverso il santo battesimo, e anche attraverso l'unzione con il santo miro e forse per questo l’unzione con il santo Crisma si chiama anche sigillo della grazia del santo Spirito '".
Poi, nello stesso capitolo, Giovanni Evangelista scrive che grazie al dono dello Spirito si impara a distinguere il vero e il falso. Egli scrive: " Ma voi avete l'unzione dal Santo e conoscete ogni cosa. Non vi ho scritto perché non conoscete la verità, ma perché la conoscete e perché nessuna menzogna proviene dalla verità." E continua indicando chi è il menzognero: “Chi è il menzognero, se non colui che nega che Gesù è il Cristo? Costui è l'anticristo, che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio, non ha neanche il Padre; chi riconosce il Figlio, ha anche il Padre. Quanto a voi dunque, dimori in voi ciò che avete udito dal principio; se ciò che avete udito dal principio dimora in voi, anche voi dimorerete nel Figlio e nel Padre. E questa è la promessa che egli ci ha fatto: la vita eterna. Vi ho scritto queste cose riguardo a coloro che cercano di sedurvi. Ma quanto a voi, l'unzione che avete ricevuto da lui dimora in voi e non avete bisogno che alcuno v'insegni; ma, come la sua unzione v'insegna ogni cosa ed è verace e non è menzogna, dimorate in lui come essa vi ha insegnato. Ora dunque, figlioletti, dimorate in lui affinché, quando egli apparirà, noi possiamo avere fiducia e alla sua venuta non veniamo svergognati davanti a Lui.”
Nell'interpretazione di san Nicodemo, dove utilizza i testi dei Padri, scrive: "Come e in che modo" rimane invariato nell'uomo il dono dello Spirito? Quando l'uomo rimane saldo nell’insegnamento del Dio incarnato, non solo con la ragione, ma in modo esistenziale.
Coloro che vivono in Cristo sanno distinguere i veri profeti dai falsi profeti e Cristo dall'Anticristo solo con l'attivazione della Confermazione, che hanno ricevuto da Dio e agisce nel loro cuore.
Riguardo a questo l'apostolo Paolo, in particolare nella sua lettera ai Corinzi scrive: " Or colui che ci conferma assieme a voi in Cristo e ci ha unti è Dio, il quale ci ha anche sigillati e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori. " (II Cor 1, 21-22). Qui chiaramente è dimostrato che Dio è colui che dà il sigillo ai cristiani, è Dio stesso che compie il mistero. Il Crisma si identifica con il sigillo e questo viene da Dio, che dà ai nostri cuori il fidanzamento con lo Spirito .
Su colui che ha ricevuto il sigillo dello Spirito, è stato scritto il nome di Cristo. Riguardo a questo scrive l'apostolo Giovanni nella sua rivelazione: " Poi vidi un altro angelo che saliva dal sol levante, il quale aveva il sigillo del Dio vivente, e gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di danneggiare la terra e il mare, dicendo: «Non danneggiate la terra né il mare né gli alberi, finché non abbiamo segnato sulla fronte i servi del nostro Dio». Quindi udii il numero di quelli che erano stati segnati: centoquarantaquattromila segnati di tutte le tribù dei figli d'Israele. "(Apocalisse 7, 2-4). Qui si legge chiaramente che l'angelo che aveva "il sigillo del Dio vivente" ha sigillato i servi di Dio sulla fronte.
E ancora: " Poi vidi l'Agnello che stava in piedi sul monte di Sion, e con lui erano centoquarantaquattromila persone che avevano il suo nome e il nome di suo Padre scritto sulle loro fronti. "( Apocalisse, 1). Cioè, i salvati che stanno con l'Agnello - Cristo, avevano il nome di Cristo e del suo Padre scritto sulle loro fronti. E "Essi cantavano un cantico nuovo davanti al trono, davanti ai quattro esseri viventi e davanti agli anziani; e nessuno poteva imparare il cantico se non i centoquarantaquattromila, i quali sono stati riscattati dalla terra”. Di conseguenza, il sigillo dei cristiani in nome di Cristo e suo Padre è collegato con il "canto nuovo", che è la preghiera di Gesù e che gli uomini che non sono di Cristo non conoscono nè possono imparare.
Tutto questo significa che attraverso il mistero – sacramento - della santa Unzione, che è unito con il mistero del santo Battesimo, abbiamo ricevuto il dono del santo Spirito nel nostro cuore quando il sacerdote ha detto "dono sigillo del santo Spirito, Amin" . Questa unzione del cuore agisce come illuminazione, come fonte di ispirazione, come amore per Dio, come preghiera, speranza della vita eterna, come fidanzamento con lo Spirito.
Quando cadiamo e commettiamo un peccato allora il Crisma, che è nel profondo del cuore, si riattiva per mezzo del pentimento. Vale a dire, il pentimento che si manifesta come cambiamento di vita, come amore a Dio e la preghiera riattivano la Grazia del Sacro Crisma. Questa Grazia può essere attivata anche dalla preghiera continua, interiore, la preghiera del cuore, che è la "nuova dossologia", che cantano i rinati dal santo Spirito.
Ma quando l'uomo rifiuta Cristo, abbandona la Chiesa ortodossa per altre confessioni e religioni, perde il dono del santo Spirito e per ritrovarlo deve tornare alla Chiesa e ricevere l'unzione del santo Spirito nel mistero – sacramento - della Confermazione.
Pertanto non si deve solo parlare dell'Anticristo e dei suoi precursori, ma anche e soprattutto si dovrebbe aiutare i cristiani a vivere in modo cristiano attivando la grazia del Battesimo e della Confermazione, osservando i comandamenti di Cristo e la dottrina ortodossa, con il pentimento e la preghiera interiore, perché solo così saranno in grado, illuminati dalla grazia, di distinguere le azioni di Cristo dalle azioni dell'Anticristo. In caso contrario confonderanno le cose l'increate con le create o peggio crederanno che le azioni dell'Anticristo sono azioni che vengono da Cristo e viceversa.
Coloro che saranno degni di avere l’unzione dei loro cuori per mezzo dello santo Spirito e avere nei loro cuori scritto il nome dell'Agnello della rivelazione e di suo Padre eviteranno il sigillo della bestia della rivelazione e di suo padre e dei loro precursori.
Questa è l'essenza della pastorale ortodossa associata all’esicasmo monastico nella tradizione della Chiesa. Ecco perché è molto importante mantenere intatto il monachesimo ortodosso. Qualsiasi modifica dello spirito esicasta - eremita del monachesimo ortodosso faciliterà i precursori dell'Anticristo a fare molto bene il loro lavoro e a portare la gente in errore.

Dal sito della Chiesa Russa di Milano di P. Dimitri: http://www.ortodossia.info

 
L’icona della Genitrice di Dio degli Iberi, anche detta Ivirskaya che trattiamo ora, si trova nella Chiesa dei “Santi Tre Gerarchi” in Parigi.
Non è facile trovare questa chiesa  anche se il suo indirizzo è ben conosciuto (5  rue Pétel, Parigi 75015 “Metro Vaugirard”)  soprattutto se si arriva dalla Russia. Dov’è la cupola? Dove sono i bianchi muri?Bisogna conoscere la storia complessa dell’Emigrazione russa per capire che là non c’è nulla che possa offuscare  il sentimento religioso, ma molto semplicemente, che non si poteva fare di più. E’ stato  necessario ricominciare tutto da capo , da zero.
Quando infine si entra nella Chiesa dei Tre Santi Dottori si prova un diverso sentimento: le icone, gli affreschi vi colpiscono letteralmente col loro fascino. Paragonandola ad altre chiese dell’Emigrazione, si rimane colpiti dall’armonia dell’insieme. Subito salta agli oscchi una grande Icona della Madre di Dio degli Iberi (Ivirskaya). Poi si  viene legno, in cui venne messa un’altra copia dell’Icona “Ivirskaja” che venne chiamata “degli Iberi di Mosca” o “Moskovskaïa Ivirskaja”. Non si sa da chi e quando questa Icona sia stata dipinta. Se ne è perduto il ricordo perché si pensava  che si trattasse della copia del 1648 inviata dall’Athos.
Si sa che la copia del Monte Athos aveva le stesse dimensioni dell’originale (la madre di tutte le “Ivirskaja”, ma l’Icona esposta enlla Cappella era molto più grande. Ogni persona che si recava al Kremlino, sulla Piazza Rossa, cominciava a pregare la “Buona madre degli Iberi” (Ivirskaja Matiushka). La Cappella non chiudeva mai. Tutti i forestieri che arrivavano a Mosca, per prima cosa  andavano a inchinarsi davanti alla SS.Madre di Dio d?Iberia per chiedere il Suo aiuto, C’era anche l’usanza tra i Moscoviti, soprattutto quando chiedevano l’intercessione della Madre di Dio, di andare in piena notte, se avevano fatto voto, a pregare la vergine degli Iberi, tre, sette o dodici volte. Così dunque a somiglianza del Monte Athos, anche Mosca ebbe la sua “Guardiana”, la Sua invincibile protettrice la Purissima Madre di Dio. Questa Icona divenne uno degli oggetti sacri più venerati:
“Rallegrati, protettrice della terra russa, più vasta delle nubi, rallegrati colonna incrollabile della Chiesa Ortodossa”
Dal 1693 la Vergine degli Iberi di Mosca era talmente venerata, che la si trasportava di casa in casa. Due uomini erano assegnati per la sua custodia, per servire da scorta per proteggerla da ogni profanazione. Numerose collane testimoniavano  sull’icona la testimonianza  di coloro che dovevano ad essa la guarigione. L’Icona era sempre più spesso portata nelle case, negli ospedali, nelle chiese e nei sobborghi di Mosca. Se ne fece una copia, perché la cappella non rimanesse senza Icona: La copia aveva l’apparenza e le dimensioni del modello. Ma la ricca “riza”  di perle era soltanto dipinta. Nel 18° e 19° secolo, solo un piccolo numero di fedeli hanno potuto vedere la vera e autentica Icona degli Iberi di Mosca, perché la si spostava quasi ogni giorno e notte. Ma non mancava mai la folla  nella cappelle.
Nel 1812 quando Napoleone invase la Russia, l’Icona fu sottratta ai francesi e trasferita con alti oggetti sacri a Vladimir. Nella cappella si lasciò la copia realizzata nel 1758. Come si sa i Francesi saccheggiarono Mosca. Non risparmiando gli oggetti sacri, staccavano con le loro baionette le Rize in oro e argento nelle chiese e nelle Cattedrali di Mosca. Nella sola Cattedrale della Dormizione essi asportarono 288 Kg. d’oro e 5.200 Kg. D’argento. Per quanto riguarda  la Cappella della Vergine degli Iberi, essa fu messa a soqquadro e la copia dell’icona originale sparì. Si può sospettare che fu portata in Francia. Dopo il 1812, per molto tempo, non venne messa un’ altra copia della Cappella della Vergine degli Iberi, Ma, poiché il popolo reclamava, nel 1852 venne dipinta una nuova copia dell’icona originale della Vergine degli Iberi di Mosca. Come la prima copia essa riproduceva esattamente l’icona originale con una riza di perle dipinte sulla testa e sulle spalle della SS. Madre di Dio. Questa icona restò nella cappella fino alla Rivoluzione. Ed è questa che è rimasta impressa nella memoria di molti moscoviti. Nel 1922 tutto quello che vi era di prezioso, negli arredi e nella decorazione della cappella fu confiscato dalle autorità e sparì senza lasciare traccia. Nel luglio del 1929 la cappella fu chiusa e distrutta, e nel 1931 le Porte della Resurrezione furono rase al suolo. Si ha qualche ragione di credere che l’icona della Vergine degli Iberi di Mosca si trovi nella Chiesa della Resurrezione di Sokolniki a Mosca. Oggi essa non ha più la “riza” di perle, ma è ricoperta di metallo argentato. Il destino della seconda copia è sconosciuto. Secondo il disegno di Dio, dopo i terribili anni di prova per la Chiesa e di persecuzione per i credenti, la Divina Provvidenza ha voluto che di nuovo venisse ricostruita la Cappella della Vergine degli Iberi. Il 5 novembre del 1994 Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutte le Russio Alexis II, ha benedetto la posa della prima pietra della Cappella. Nel 1995 i lavori della ricostruzione della Cappella e delle Porte della Resurrezione furono terminati, e il 25 ottobre, la vigilia della Festa della SS.Madre di Dio degli Iberi, arrivò a Mosca, proveniente dal Monastero Iviron del Monte Athos la copia  dell’originale. Da allora, tutti i giorni, davanti all’Icona, senza interruzione e a turno, il Clero di Mosca si succede per cantare l’Akathisto.
Ma ritorniamo alla storia dell’Icona che si trova a Parigi. Le vie di Dio sono impenetrabili! Nel 1930 un esule di Mosca, A.N.Pavlov, mentre passeggiava per le vie di Parigi, passando davanti alla vetrina di un negozio di antiquariato di rue St.Honoré scorse dalla vetrina la parte superiore di una grande icona dietro  altri oggetti. Non si vedeva che la corona e la testa fino alle spalle della Madre di Dio.  Egli riconobbe subito trattarsi della Vergine degli Iberi, anche perché spesso frequentava  a Mosca la Cappella e pregava davanti all’Icona miracolosa. All’inizio provò un sentimento di malinconia. Ecco, si disse, un oggetto sacro testimonio involontario degli eccessi distruttori che devastano la Russia. Egli infatti pensava che questa Icona fosse arrivata a Parigi, in seguito alla guerra civile scatenata dalla Rivoluzione. Ma quel che stava per scoprire era qualcosa di più sbalorditivo. Nel negozio gli dissero che l’icona era stata trasferita da Mosca in Francia nel 1812 da un ufficiale di Napoleone, e che ora i discendenti volevano venderla. Tutta l’emigrazione russa fu  in subbuglio. Non solo Pavlov ma tutti coloro che avevano abitato a Mosca, riconoscevano in questa icona quella stessa che si trovava nella Cappella della Vergine degli Iberi. In effetti essi vedevano la copia realizzata nel 1748 in tutto identica alla seconda copia del 1852. Ed è per questo che tutto diventava ancor più straordinario. Dio aveva deciso così. L’Icona era caduta nell’oblìo per 120 anni, come se il suo destino dovesse ripetersi: nel X° secolo, dopo il periodo iconoclasta, allorché da quasi 200 anni si ignorava del tutto la sua sorte, essa era stata miracolosamente ritrovata al Monte Athos. A partire dal X° secolo, questa icona è stata particolarmente la protettrice dei Monasteri dell’Athos. La Regina del cielo apparve a numerosi eremiti e asceti dicendo loro: “Finchè la mia Icona si troverà nel Monastero Iviron, non temete nulla e restate nelle vostre celle. Ma quando lascerò il Monastero, che ciascuno prenda la sua bisaccia e vada dove potrà”.  Nel XVII° secolo questa icona, arrivata a Mosca, prese posto anche là presso le “Porte”, ma le Porte di Mosca questa volta, ed è  là che essa fu soprattutto venerata. 2
“Finalmente nel XX° sec. dopo la tormenta rivoluzionaria e la terribile guerra civile, la Divina Provvidenza volle che questa Icona venisse ritrovata a Parigi, il centro più importante dell’Emigrazione russa.
Da una parte era l’epoca in cui gli esuli  vivevano in un’estrema indigenza e dall’altra parte, l’emigrazione era divisa da opinioni contraddittorie e da valutazioni diverse su ciò che era successo  e che succedeva nella Madre Patria. Bisogna dire che nel 1930-1931 vi furono dei problemi nella vita della Chiesa dell’Emigrazione russa dopo la Rivoluzione. Sono gli anni in cui si è verificato lo “scisma di Parigi”.La Chiesa Russa, più esattamente le Parrocchie fondate da Russi viventi all’estero si trovarono ripartiti in tre giurisdizioni che non avevano rapporti gli uni con gli altri, si consideravano reciprocamente come “traditori” della vera Chiesa e come “Scismatici”. Molti avevano sperato che il ritrovamento della S.Icona avrebbe sanato le divisioni tra le parrocchie e le avrebbe riunite attorno ad essa, in un movimento di riconciliazione con la Russia. E’ così che il Metropolita Evloghij al termine della cerimonia in occasione della riscoperta dell’Icona, diceva nell’omelia: “Possa questa immagine della Regina del cielo servirci come simbolo di unità e  aprirci le porte della Madre Patria in preda a numerose prove.” Kogan il proprietario del negozio di antiquariato che possedeva l’Icona, chiedeva una somma colossale: 25.000 Franchi.
Per l’acquisto dell’Icona si costituì un Comitato nel quale fece entrare un certo numero di personalità dell’emigrazione. Ben presto venne raccolta una parte della somma e si poté dare all’antiquario un acconto che permise all’Icona di uscire dal negozio. Da allora essa si mise a pellegrinare di chiesa in chiesa e di casa in casa come un tempo faceva l’Icona degli Iberi di Mosca. La prima cerimonia solenne in suo onore ebbe luogo nella cattedrale greca di S.Stefano a Parigi (rue Bizet), poi nella chiesa di S.Aleksandr Nevskij (rue Daru). Poi l’Icona fu trasportata a Nizza e là nella Cattedrale di S.Nicola ebbero luogo numerosi molieben in suo onore.Tutti si rallegravano di poter pregare davanti all’Icona  e pregavano commossi fino alle lacrime.
Fonte: traduzione in italiano di ortodossia.info tratta da un articolo in francese publicato nel 2003 sull’allora sito della nostra diocesi.